Lungo la ragusana

La ragusana è la strada che da Catania va verso Ragusa, ovvero la SS/194 e SS/514.
Il nostro B&B si trova poco dopo il paese Lentini, in una zona di campagna chiamata Contrada Cannellazza, lungo appunto la ragusana.

Dal nostro B&B in pochi minuti si aggancia questa arteria stradale che consente di raggiungere, attraverso molteplici svincoli lungo il suo percorso, numerosi piccoli e grandi centri di tre province della Sicilia centro – orientale

In direzione di Ragusa, all’altezza di Chiaramonte Gulfi, la SS194 confluisce, senza soluzione di continuità, con la SS 514 che conduce, toccando i centri maggiori del ragusano, fino alle spiagge di Marina di Ragusa, Donnalucata, Puntasecca.

Percorrendola, si attraversa un paesaggio vario e suggestivo, uno spicchio di Sicilia rurale racchiuso tra le coste rocciose e nere di lava dello Jonio e le coste basse e sabbiose del Mediterraneo.

Dal nostro B&B a Puntasecca (dove c’è la casa del Commissario Montalbano, quella con la terrazza sulla spiaggia, per intenderci) c’è una distanza di poco più di 80 chilometri: un’escursione in macchina di circa un’ora e un quarto, attraverso un paesaggio che, già da solo, merita il viaggio.

Viste dell'Etna lungo la ragusana

Viste dell’Etna lungo la ragusana

Dal B&B “Il gelso e le rose” in direzione di Ragusa

Il nostro B&B si trova all’altezza del Km20 della Ragusana; venendo da Catania, è a metà strada tra i paesi di Lentini e Francofonte. Francofonte si trova ad appena 7 chilometri da casa nostra, su una collina.

La strada è costeggiata da aranceti (il rinomato tarocco di Francofonte), con il bianco della zagara in primavera e il rosso delle arance d’inverno. Ad aprile, quando l’arancio schiude i suoi fiori, il profumo di zagara inonda l’aria. Un tempo era fortissimo, oggi, che molti aranceti sono stati abbandonati, è meno intenso, ma, soprattutto la sera, al tramonto, quasi d’improvviso, a ogni leggero soffio d’aria, ti giunge delicato e struggente e ti entra nell’anima.

Verso Vizzini

Superata Francofonte, il paesaggio, di colpo, cambia.
Iniziano le ondulate distese delle prime colline iblee; gli ultimi aranceti, lasciano spazio a pascoli, seminativo, oliveti, fichi d’India.
È il paesaggio verghiano, quello che fa da sfondo a Cavalleria rusticana, a Jeli il pastore, La lupa. Sono le terre di Mastro don Gesualdo. Come non ricordare, mentre in macchina si attraversa il viadotto Mangalavite, le parole accorate con cui Gesualdo Motta, sul letto di morte, raccomanda le sue terre alla figlia Isabella e le passa in rassegna amorosamente.

“Gli tremava la voce, gli tremavano le mani, gli si accendeva tuttora il sangue in viso, gli spuntavano le lagrime agli occhi:

– Mangalavite, sai, la conosci anche tu, ci sei stata con tua madre, quaranta salme di terreni, tutti alberati! Ti rammenti, i belli aranci?”.

Cambiano i colori. All’arancio sempreverde si va sostituendo una tavolozza di colori che varia a seconda delle stagioni: estesi campi verdi in primavera, costellati da piccoli fiori gialli, dai ciclamini selvatici, dal rosso della sulla; gialli d’estate, del giallo del foraggio maturo e poi tagliato, che fa risaltare antiche masserie protette da recinti di fichi d’India; neri d’autunno e di inverno, del nero della terra smossa e arata, che finalmente riposa.

Verso Ragusa. I muretti a secco

Si continua in direzione di Ragusa e si oltrepassano gli svincoli per Caltagirone (la patria di una delle più belle ceramiche siciliane), Grammichele (con la sua pianta esagonale e la sua bella piazza anch’essa esagonale, unico esempio di architettura razionale in Italia insieme alla fortezza di Palmanova), Chiaramonte Gulfi (piccolo centro in collina, rinomato per il suo eccezionale olio d’oliva e per la sua salsiccia e sede di interessanti piccoli musei, come il Museo del ricamo e dello sfilato siciliano).
Dopo Chiaramonte la Ragusana diventa SS.514. Bisogna ricordarlo, soprattutto per non sbagliare quando, finita l’escursione nel ragusano, si cerca la strada per ritornare al nostro B&B e non si trova l’indicazione SS194, ma, appunto,SS 514. La strada da prendere è quella e ad un certo punto ridiventa la familiare SS.194, che corre dritta verso casa.

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I muretti a secco

Superato Chiaramonte si incontrano gli svincoli per altri paesi ( Comiso, Vittoria, Donnafugata, Santa Croce Camarina) e infine per Ragusa.

Siamo ormai nel bel mezzo dei monti Iblei. Una distesa collinare dominata dal pascolo e dal carrubo, e caratterizzata da un reticolo di muretti a secco. Le colline più alte sembrano quasi tappi di spumante intrappolati fino in cima dalla guarnizione di fil di ferro.
La tradizione dei muretti a secco è antica.

Sono costruiti con la pietra tipica della zona, il calcare bianco. Le pietre sono sistemate l’una sull’altra senza l’uso della malta, a secco appunto, e senza intonaco. In genere non sono molto alti, non più di un metro circa e lasciano quindi intravvedere la porzione di campo che delimitano.

L’effetto è suggestivo.

Servivano per la recinzione dei campi, per il bestiame, come freno al terreno e, non per ultimo, per lo smaltimento delle pietre tolte per dissodare i terreni.
La campagna ragusana è inoltre ricca di grandi, belle e antiche masserie, molte delle quali sono state finemente restaurate e si caratterizzano per l’uso della pietra bianca locale negli stipiti di porte e finestre.

Verso il Mediterraneo

La strada continua con lo stesso paesaggio in direzione di Modica, Scicli, entrambi, insieme a Ragusa Ibla, ricchi di esempi straordinari di quel fenomeno architettonico che, dopo il terremoto del 1693, fu il Barocco siciliano.

Scende quindi verso il mare: un mare pulito, spiagge lunghissime dalla sabbia fine e dorata, piccoli centri balneari gradevoli e ben tenuti, che negli ultimi anni hanno conosciuto un’incredibile notorietà attraverso la serie televisiva del Commissario Montalbano: Pozzallo, Samperi, Donnalucata, Marina di Ragusa, Puntasecca.

Modica

Modica

Alcuni itinerari “minori”

Il turista che percorre la Ragusana è diretto in genere verso i grandi centri del barocco ibleo: Ragusa Ibla, Modica, Scicli. Qualcuno si fa guidare nella scelta anche dal piacere di visitare i luoghi che fanno da location alla serie del Commissario Montalbano: il castello di Donnafugata. Le spiagge di Donnalucata, Puntasecca. Sono escursioni bellissime e irrinunciabili per chi trascorre un soggiorno in questa parte della Sicilia e si possono effettuare nell’arco di una giornata partendo dal nostro B&B.

Ma ai nostri ospiti, se hanno qualche giorno in più, consigliamo anche alcuni itinerari, sempre lungo la Ragusana, che consentono un viaggio in una Sicilia “minore”, ma sorprendentemente ricca di aspetti interessanti.
Itinerario verghiano: Lentini- Francofonte-Vizzini.
La città della ceramica: Caltagirone.
“Il balcone di Sicilia”: Chiaramonte Gulfi.

Il racconto in foto della nostra casa, estate 2015

Il nostro b&b è la nostra casa, mai uguale a sè stessa, come tutte le case di campagna. Ogni anno quindi in primavera e in estate scattiamo delle nuove foto per raccontare come cambia il luogo in cui viviamo e in cui vi ospiteremo.

Qualche nuovo fiore nel frattempo è sbocciato, troverete l’erba del prato più corta o un po’ più lunga, in estate poi non ci sono le arance, ma l’orto di Armando è in piena attività: troverete però immutata l’atmosfera e l’accoglienza che in questi anni abbiamo riservato ai nostri amici ospiti.

Ecco una delle nuove foto, le altre sono nella gallery.

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L’orto di Armando

Il piacere di avere un orto tutto tuo.

Con l’arrivo della bella stagione Armando cominicia a preparare l’orto estivo.
È un piccolo orto il nostro e, tuttavia, ci consente di avere tutti i giorni sulla nostra tavola una ricca e fresca insalata con la quale cominciare il pranzo e delle verdure assolutamente “biologiche” per la sera.

 

Lattughine varie, canasta, cipolline, radicchio, rucola, sedano, e poi le verdure coltivate e spontanee (broccoli, segale, spinaci, anciti, senàpa, taddi), gli ortaggi estivi (pomodori, cetrioli, melanzane, zucchine; i peperoni no, non vengono bene), tante zucche d’autunno e gli odori. C’è uno spazio apposta solo per gli odori: menta, rosmarino, origano, timo, maggiorana, salvia, prezzemolo.

Ma non è solo il gusto a goderne, l’orticello è una delizia anche per gli occhi.
Piccole aiuole, delimitate da una cornice di mattoni rossi, accolgono in file brevi e regolari, le piantine, che sembrano note su un pentagramma.

E da esse si leva un’armonia di colori delicata e vivace, che intenerisce e rallegra.

 

L’uduri di la zagra sbucciata / L’odore della zagara sbocciata

C’è nell’aria qualcosa di nuovo stasera.
È il profumo della zagara sbocciata, un odore divino, come dice in una delle sue poesie un vecchio poeta dialettale lentinese, Ciccio Carrà Tringali.

Lu virdi abbunna, e ‘ntutti li jardina
spanni la zagra lu divinu oduri;
la lapa a matinata s’incamina
e primurosa va di ciuri in ciuri.
(Carrà Tringali, Scena d’aprili)

Quest’anno la zagara è sbocciata in ritardo, ma ora finalmente il suo profumo è nell’aria e soave ti raggiunge e ti accarezza il cuore.

La ‘scozzolatura’ dei fichi d’India

E’ tempo di “scozzolare” i fichi d’India

A maggio le pale dei fichi d’India si riempiono di piccoli frutti fioriti. E’ la prima fioritura che darà frutti maturi fra luglio e agosto.
Ma, per antica tradizione, per avere frutti maturi anche da ottobre a dicembre, si procede, fra maggio e giugno, alla “scozzolatura” dei fichi d’India, si fanno cioè cadere i piccoli frutti in modo da sollecitare la pianta ad una seconda fioritura.
I fichi d’India di  questa seconda fioritura prendono il nome di “bastardoni” e sono più grossi e saporiti.
A Cannellazza, la zona di campagna dove abitiamo, mio cugino Francesco ha già scozzolato una parte dei suoi fichi d’India.

Ha partecipato alla “scozzolatura” uno dei nostri ospiti del B&B, Maurizio, un signore simpatico e cordiale che vive a Lucca. Molto interessato alle nostre tradizioni, ha accettato con piacere l’invito a partecipare  al lavoro e si è divertito a “scozzolare” e filmare l’operazione.

E così ecco il video della “scozzolatura” a Cannellazza.

I nostri fichi d’ India, invece, li scozzoleremo  fra un po': a metà giugno (per averli a settembre-ottobre) e per San Giovanni (per averli a novembre e dicembre). Ma non tutti!

Una buona parte della prima fioritura la conserveremo per  avere frutti pronti per l’ultima settimana di agosto, quando, come è ormai nostra abitudine da diversi anni, prepariamo, insieme a parenti e amici, la mostarda di fichi d’India.

PS.
qui un video “istituzionale” sulla ‘scozzolatura’, per chi fosse proprio curioso

La pasta con le sarde

Cucinare non è mai stata la mia passione e sono consapevole dei mei limiti come cuoca.

Ci sono però tre o quattro ricette che “amo” e che realizzo con grande piacere: la pasta con le sarde, i “geli”e “il biancomangiare”, il “cudduruni” e la “ scacciata “ con la tuma.

Prepararle è per me come fare un viaggio fra sapori, profumi e saperi antichi di questa mia Sicilia e inoltre, riallacciare, in qualche modo, un rapporto con chi me le ha insegnate, persone care che non ci sono più o che sono lontane.

Un’esperienza culturale e umana, ancor prima che gastronomica, che vivo sempre con rinnovato entusiasmo. Continua a leggere

Il mercato del contadino a Lentini


Ogni sabato mattina a Lentini c’è il mercato del contadino.

E’ in Piazza Bellini appena dietro la piazza principale, dove prima c’era la pescheria, nel cuore del paese che fino agli anni ’70 pulsava di botteghe e bancarelle. Un cuore oggi malato, che batte piano, piano, ma dà ancora segni di vita e aspetta chi lo sostenga con capacità, determinazione, amore. Continua a leggere

Andare a mangiare ricotta dai pastori

Quando ero piccola mio padre, la domenica mattina, ci portava a mangiare ricotta dai pecorai.

Era una festa per noi tre bambini: io, mio fratello e mia sorella.

La mamma preparava per ognuno di noi un sacchettino con l’occorrente: una tazza (di quelle che si usavano allora: grande, tonda e senza manico), un cucchiaio e del pane di casa di qualche giorno prima, tagliato a dadini. Continua a leggere