Andare a mangiare ricotta dai pastori

Quando ero piccola mio padre, la domenica mattina, ci portava a mangiare ricotta dai pecorai.

Era una festa per noi tre bambini: io, mio fratello e mia sorella.

La mamma preparava per ognuno di noi un sacchettino con l’occorrente: una tazza (di quelle che si usavano allora: grande, tonda e senza manico), un cucchiaio e del pane di casa di qualche giorno prima, tagliato a dadini.

Salivamo sulla nostra Giardinetta e andavamo in una grande azienda agricola vicina a Lentini (in prov. di Siracusa), per la quale lavorava mio padre.

Era la fine degli anni cinquanta. Avevamo allora una Fiat Giardinetta Belvedere col tettuccio decappottabile e noi bambini ci divertivamo molto a tirare fuori la testa e sentire il vento sul viso.

Partivamo presto, non ricordo a che ora, ma presto, per poter mangiare la ricotta calda, appena pronta.

Mi rimane un ricordo affascinante dell’ambiente un po’ tenebroso della grotta dove facevano la ricotta: l’odore di fumo, le pareti annerite, la grande pentola di rame, la quarara, posta al centro, su un fornello di pietra ardente di legna.

E mi piaceva il modo cordiale con cui i pastori, con le loro facce arrossate, accoglievano mio padre e noi picciriddi.

Con la scumarola uno di loro prendeva la ricotta ancora grondante di siero e la versava nelle nostre tazze sul pane. Noi mescolavamo bene il tutto (Fate il calcestruzzo! ci diceva sorridendo mio padre) e poi cominciavamo a gustare quella particolare colazione.

La ricotta in Sicilia è veramente buona in ogni zona e soprattutto laddove le pecore possono ancora trovare pascoli freschi e non inquinati.

Ed è particolarmente buona in primavera, quando nei campi crescono le erbe nuove, tenere tenere.

Sono ritornata ogni tanto a mangiare ricotta calda col siero dai pastori: l’ambiente è cambiato, oggi tutto è pulito e “a norma”, ma la ricotta ha sempre il gusto buono e delicato di allora.

Qualche volte propongo questa colazione alternativa a qualche ospite del B&B interessato a gustare i prodotti semplici e genuini della nostra zona.

E’ sempre per tutti un’esperienza interessante e piacevole.

5 pensieri su “Andare a mangiare ricotta dai pastori

  1. ‘A ricotta cavura, la ricotta calda, appena prodotta è una goduria unica per il palato, ma soprattutto per lo spirito!

  2. sono d’accordo con Rocco,è una buona idea.
    Complimenti per i racconti,veramente piacevoli.

  3. cara rosi i ricordi dei sapori i profumi nella loro semplicità sono descritti con il cuore e di questi ho tanta nostalgia dai continua a raccontarli

  4. Grazie per questi bellissimi racconti ospitati nel vostro blog.

  5. nella smorfia il numero della ricotta calda è il 44, ciao e complimenti