Tra le carte d’Archivio

L’anno scorso ho accompagnato una coppia di ospiti del B&B a visitare l’Archivio Storico del Comune di Lentini.

Era una coppia di toscani, Monica e Cesare, allegri, simpatici, spiritosi come la gran parte dei toscani sa essere.

Appassionati di storia e tradizioni locali, mi chiesero di indicare loro un itinerario nel centro storico di Lentini e così fra le varie tappe suggerii anche la sede dell’Archivio storico.

Per diversi motivi.

Intanto perchè si trova in un luogo gradevolissimo all’interno di uno dei quartieri più antichi e caratteristici del paese; poi, perchè l’Archivio, uno dei pochi archivi siciliani completamente riordinato, è piccolo, sistemato in modo accattivante anche per il visitatore occasionale e custodisce carte di vario valore, anche artistico, che è possibile consultare facilmente; infine, perchè non è per niente valorizzato come invece dovrebbe.

Lo visitammo insieme, una mattina.

Non ci andavo da molto tempo e così chiesi di farci da guida ad un archivista del Centro Studi Ddisa, che aveva lavorato al riordino e che conosceva benissimo il patrimonio documentario conservato.

Il luogo

Lasciata la piazza principale del paese, dopo pochi metri prendemmo la scalinata di Via Teocle. Un’insegna in ceramica di Caltagirone indica la presenza dell’archivio.

Ai lati della scalinata, case e piccoli cortili: le case, per lo più con il solo piano terra e qualcuna con un primo piano, sono quasi tutte disabitate, ma la loro struttura è ancora integra; i cortili, tipici nella nostra zona, si rivelano d’improvviso tra le case, introdotti da piccoli archi a tutto sesto.

Qualche terrazza con piante di gelsomino e, qua e là, un vaso col basilico e qualche fiore ci dicono che ancora qualcuno ci abita, ma quasi tutte le porte e le finestre sono chiuse e c’è un silenzio d’incanto.

Basterebbe una ripitturatina agli intonaci e questo posto sarebbe un gioiello!”, esclamò Cesare col suo inconfondibile accento toscano.

La scalinata non è ripidissima, ma si fa sentire e fortunatamente a metà, al n. 14, c’è il portone dell’Archivio.


L’edificio

L’Archivio storico è sistemato dal 1991 in un’ antica casa ottocentesca che era di proprietà della famiglia Bugliarello. Era stata la sede della Ricevitoria del registro di Lentini tra il 1847 e il 1865, anni in cui la carica di percettore fu ricoperta da un membro della famiglia, Federico.

La struttura è quella assai diffusa un tempo tra le abitazioni dei notabili del paese. Il portone d’ingresso immette subito in un patio: un ampio e grazioso cortile, con aiule e un pergolato,attorno al quale si aprono le stanze, cui si accede da ampi finestroni.

Qui il tempo sembra essersi fermato per custodire vecchie e care memorie e restituire piacevolezza a chi in punta di piedi vi si accosta.

La visita

Ci accolsero con estremo garbo e cordialità le impiegate dell’archivio, alcune delle quali parteciparono negli anni ’90 al riordino e che quindi custodiscono le carte con un’amorevolezza quasi materna.

La visita iniziò dalla stanza più interna dove è allestita una piccola mostra sulla Banda musicale di Lentini: gli strumenti, gli spartiti, i figurini delle divise dei musicanti, l’elenco dei nomi degli ultimi bandisti, alcune foto. Una piccola mostra, ma ci colpì subito la cura con cui i documenti erano stati scelti e sistemati.

La visita continuò nelle altre stanze dove sono custoditi i documenti. L’archivista che ci accompagnava ci dette un piccolo esempio di ricerca sull’inventario e ci fece vedere dei documenti, tra cui alcuni molto antichi come il Libro Rosso (una filza rilegata in cuoio formata nel XVIII secolo, con estrermi cronologici 1518-1781) e la copia settecentesca del privilegio del titolo di Senato concesso alla città da Re Pietro II nel 1339 .

Da una stanza all’altra rendevano interessante il percorso alcuni documenti, in copia, appesi alle pareti, frutto di mostre documentarie fatte nel corso degli anni dalla Cooperativa Il Trivio, che aveva curato il riordino, e poi dal Centro Studi Ddisa: le patenti sanitarie ad repellendam pestem per l’attracco delle navi alla spiaggia di Agnone con i dati sui singoli elementi dell’equipaggio (nome e cognome, età, statura, colore dei capelli); documenti sulla scuola di fine ottocento a Lentini con i nomi dei maestri, le materie d’insegnamento e alcuni particolari divertenti come i bigliettini canzonatori sequestrati agli alunni, la lettera anonima che denunciava la storia d’amore “irregolare” di una maestra.

Tranche de vie, cui le parole dell’archivista ridavano voce.

La visita durò un’oretta.

Alla fine, ho visto i miei ospiti sorpresi dal patrimonio documentario custodito e dalla bellezza di alcune carte finemente decorate; grati alla nostra guida per la ricchezza di informazioni e soprattutto per la capacità di far riemergere dal silenzio del passato figure di uomini, donne, bambini e le loro semplici storie di vita quotidiana.

E li ho visti inteneriti per un’esperienza culturale e umana che, inaspettatamente, in un luogo comunemente giudicato solo come un contenitore di carte polverose, aveva restituito vitalità ad una realtà che non c’è più.

2 pensieri su “Tra le carte d’Archivio

  1. Ecco dove andare la prossima volta che verremo da voi!

  2. Ci sono anch’io, mi son detta,in queste stanze.Sento anch’io l’odore e il gusto fra i pastori.Ricotta calda e pane li gradisco.E poi la sera:le stelle basse, i gelsomini e un cane in lontananza.Mi viene un che di struggimento al cuore.Che ne dite se, sotto un albero di arance un po’ appartato ,ci facciamo una bella partitina di burraco ! BRAVISSIMA