La ‘scozzolatura’ dei fichi d’India

E’ tempo di “scozzolare” i fichi d’India

A maggio le pale dei fichi d’India si riempiono di piccoli frutti fioriti. E’ la prima fioritura che darà frutti maturi fra luglio e agosto.
Ma, per antica tradizione, per avere frutti maturi anche da ottobre a dicembre, si procede, fra maggio e giugno, alla “scozzolatura” dei fichi d’India, si fanno cioè cadere i piccoli frutti in modo da sollecitare la pianta ad una seconda fioritura.
I fichi d’India di  questa seconda fioritura prendono il nome di “bastardoni” e sono più grossi e saporiti.
A Cannellazza, la zona di campagna dove abitiamo, mio cugino Francesco ha già scozzolato una parte dei suoi fichi d’India.

Ha partecipato alla “scozzolatura” uno dei nostri ospiti del B&B, Maurizio, un signore simpatico e cordiale che vive a Lucca. Molto interessato alle nostre tradizioni, ha accettato con piacere l’invito a partecipare  al lavoro e si è divertito a “scozzolare” e filmare l’operazione.

E così ecco il video della “scozzolatura” a Cannellazza.

I nostri fichi d’ India, invece, li scozzoleremo  fra un po': a metà giugno (per averli a settembre-ottobre) e per San Giovanni (per averli a novembre e dicembre). Ma non tutti!

Una buona parte della prima fioritura la conserveremo per  avere frutti pronti per l’ultima settimana di agosto, quando, come è ormai nostra abitudine da diversi anni, prepariamo, insieme a parenti e amici, la mostarda di fichi d’India.

PS.
qui un video “istituzionale” sulla ‘scozzolatura’, per chi fosse proprio curioso

La pasta con le sarde

Cucinare non è mai stata la mia passione e sono consapevole dei mei limiti come cuoca.

Ci sono però tre o quattro ricette che “amo” e che realizzo con grande piacere: la pasta con le sarde, i “geli”e “il biancomangiare”, il “cudduruni” e la “ scacciata “ con la tuma.

Prepararle è per me come fare un viaggio fra sapori, profumi e saperi antichi di questa mia Sicilia e inoltre, riallacciare, in qualche modo, un rapporto con chi me le ha insegnate, persone care che non ci sono più o che sono lontane.

Un’esperienza culturale e umana, ancor prima che gastronomica, che vivo sempre con rinnovato entusiasmo. Continua a leggere

Il mercato del contadino a Lentini


Ogni sabato mattina a Lentini c’è il mercato del contadino.

E’ in Piazza Bellini appena dietro la piazza principale, dove prima c’era la pescheria, nel cuore del paese che fino agli anni ’70 pulsava di botteghe e bancarelle. Un cuore oggi malato, che batte piano, piano, ma dà ancora segni di vita e aspetta chi lo sostenga con capacità, determinazione, amore. Continua a leggere

Andare a mangiare ricotta dai pastori

Quando ero piccola mio padre, la domenica mattina, ci portava a mangiare ricotta dai pecorai.

Era una festa per noi tre bambini: io, mio fratello e mia sorella.

La mamma preparava per ognuno di noi un sacchettino con l’occorrente: una tazza (di quelle che si usavano allora: grande, tonda e senza manico), un cucchiaio e del pane di casa di qualche giorno prima, tagliato a dadini. Continua a leggere

Mia nonna faceva il pane in casa

Mia nonna faceva il pane in casa. Erano gli anni ’50 e in Sicilia, soprattutto nei paesi, c’era ancora l’abitudine di preparare in casa il pane per tutta la settimana, così come s’era fatto da sempre, e  il pane di Lentini, famoso in tutta la zona tra Catania e Siracusa, si conservava benissimo per diversi giorni.
Mi piaceva vedere la nonna che preparava il pane.

Ero piccola negli anni ’50, ma il ricordo è ancora vivo.

Andavo con lei nell’ammezzato, una zona soppalcata ricavata dall’alto magazzino dove il nonno teneva il calesse. Continua a leggere